Le piace giocare con le parole: leggere, scrivere, scandire le consonanti e le vocali a voce alta, ascoltare il suono, pensare il significato, dare senso al pensiero, leggere le definizioni sul vocabolario.
AFFLIZIONE: “Stato di tristezza e di abbattimento spirituale”; uno stato, una condizione permanente, senza ritorno, che arriva da lontano e è radicata dentro l’anima, nel suo essere segreto.
A 7 anni, quando era una bambina inconsapevole e smarrita, era morta sua nonna, compagna di giochi, di risate, di puro divertimento. Da allora la morte l’aveva perseguitata in una sequenza infinita e fissa in ogni momento della sua vita: sapeva benissimo che tutte le persone che amava sarebbero morte prima di lei, era certa che sarebbe sopravvissuta perché proprio lei era la causa delle loro morti che la lasciavano rattristata, annientata, abbattuta e vinta dal dolore più cupo.
La sofferenza, il pianto, la violenza la terrorizzavano: negli ospedali gli ammalati non riusciva a guardarli, non voleva toccarli, provava per loro ribrezzo, eppure, dopo la nonna, erano stati tanti i suoi morti; quando stavano male non li rifiutava, li assisteva , li guardava spegnersi incapace di aiutarli, provava fastidio di fronte alle tribolazioni e disagio di fronte ai loro corpi dolenti.
Dovunque andasse vedeva appesa al muro l’immagine di un uomo morto in croce, con le braccia e le gambe innaturalmente slogate, allungate nella sofferenza, ritorte; gli occhi sbarrati, la testa piegata da un lato, se anche quella morte fosse stata causata da lei? Qualcuno ha detto che quel poveretto appeso alla croce rappresenta la libertà: LIBERTA’ , bel suono, l’accento finale sembra aprire l’orizzonte: come può essere libero un uomo sulla croce? e poi lo Spirito, maiuscolo Spirito Santo: che cos’è? Spirito è come il respiro, il respiro spontaneo, naturale, evidente segno di vita.
SPIRITO SANTO: “La terza persona della Trinità che procede dal Padre e dal Figlio” La sua mente bambina si confonde: terza persona? Egli/Ella(lui/lei), prima persona Io, seconda persona Tu; ho capito PADRE è IO- FIGLIO è TU- SPIRITO SANTO è EGLI? Non è chiaro, ma le sembra di intuire: il Padre è quello che decide, provvede, dispone; il Figlio ubbidisce, esegue, patisce; lo Spirito Santo aiuta, sostiene, ama, ma perché il figlio muore? Sarebbe stato più logico che morisse il padre, e perché muoiono tutti quelli/tutte quelle a cui lei vuole bene? La cosa più triste è vedere un essere vivente morire,e, malgrado il dolore, sopravvivere a chi rimane vivo dentro di lei: solo ieri era qui, mi parlava, mi guardava, mi sfiorava il braccio con le dita, ora è sdraiato dentro la bara, dorme come un bambino, le sue mani sono fredde, le dita rigide; ora è di Cristo? È Cristo? É in croce? Gli accarezza il viso dal naso affilato, riavvia i capelli che gli cascano sulla fronte, appoggia il palmo della mano sul cotone morbido e caldo della maglia blu che i becchini gli hanno messo addosso a fatica.
Gli mette nella tasca dei jeans, i suoi jeans consunti e sdruciti, una conchiglia per fargli sentire il rumore del mare e lo lascia lì, con un cenno di saluto, nascosto dalla lapide pesante “ sotto l’immenso cielo stellato”. Ora vuole guardare in faccia le cose: se qualcuno è persuaso di appartenere a Cristo, allora anche lei si deve ricordare che è di Cristo , pur viva, non ancora morta ha tutto il diritto di appartenergli; ma mentre si concentra su di sé e si paragona ai morti, sente di andare fuori di senno, vuole gloriarsi della propria sorte, si innalza al di sopra di tutti e di tutto perché nutre la speranza e se ne vanta.
SPERANZA: Spes ultima dea, “ aspettazione fiduciosa di qualcosa di cui si è certi e su cui è riposto il nostro bene”; è persuasa e dunque sa che l’uomo in croce la protegge, è lì per lei, la sostiene, l’appoggia, mentre è sicura di avere commesso una colpa, sì una colpa, ma quando?
Un pomeriggio d’estate, aveva 9-10 anni, giocava su una terrazza aperta, senza ringhiera, di una casa in costruzione, con altri bambini più piccoli: uno, il più fragile, il più silenzioso, il più indifeso, di cui non sapeva nemmeno il nome, era precipitato giù per 4-5 metri nel vuoto, aveva battuto la testa, era rimasto immobile; un uomo deciso lo aveva preso in braccio e lo aveva portato via, non ne aveva saputo più niente, ma era sicura che fosse morto, lo sentiva: era colpa sua perché lo aveva spinto, sfiorato, rincorso? Nel suo passato c’era l’assassinio di un bambino, nel suo presente l’assassinio continuo di tutti quelli che ama?
Aveva letto che Satana si maschera da angelo di luce: sente dentro di sé un demone crudele, malvagio, vendicativo, maligno; insensata, disperata, smarrita, si aggrappa alla saggezza, si vanta, stolta, con forza, consapevole che il coraggio e la determinazione sono compagni inutili e vani. Piena di debolezze, certa dei suoi errori, dei suoi sbagli, delle sue incertezze, soffre credendo di amare tutti, anche e soprattutto i suoi morti, che le appaiono sempre più estranei, lontani, indifferenti.
Ha bisogno di VERITA’ , ancora ritorna la vocale a accentata, quella che apre l’orizzonte: “ Ciò che corrisponde esattamente ad una rappresentazione astratta del vero che viene considerato certo, assoluto, inconfutabile”; cos’è dunque la verità? Esiste la verità? Per lei la verità è semplicemente ciò che vede, sente, conosce, e i suoi sogni sono più veri del vero: la verità stende sulla sua mente una coperta calda nel gelo dell’inverno, è confortevole, aiuta, consola. Quando sono debole, allora sono forte: quando sono smarrita, mi ritrovo; quando sono sola, sei con me, costretta a mostrarmi insensata, dissennata, pazza, eppure sempre alla ricerca della perfezione, del coraggio, della pace, convinta che, se tu verrai a parlarmi di notte di nascosto da tutti, terrò l’amore tra le mani e saprò di avere vissuto per un nobile scopo.
Cinzia Forma

